domenica 30 dicembre 2012

Che cosa è la decrescita?



Cos’è la Decrescita

La Decrescita è una teoria economica, sociale e culturale fondata su una visione ecosistemica della vita umana sulla Terra.
In campo economico essa si oppone alla prassi della crescita illimitata della produzione e all’interpretazione del PIL come indice del benessere e di conseguenza all’identificazione del concetto di bene con quello di merce.
La Decrescita sostiene al contrario una prassi produttiva basata sul concetto di sufficienza, quantitativamente stabile, ambientalmente sostenibile e articolata sui tre livelli dell’autoproduzione individuale, della cooperazione solidale all’interno della comunità locale e del mercato la cui sfera d’azione sarebbe limitata ai soli beni non producibili nei primi due livelli.
In campo sociale essa tende, sul modello delle comunità ghandiane, a un’organizzazione basata su una rete di comunità di piccole dimensioni, egualitarie, non competitive e non violente, basate su rapporti di solidarietà, sia al loro interno che con tutto ciò che le circonda ovvero con le altre comunità umane e con gli ecosistemi dai quali dipende la loro sopravvivenza. In campo culturale l’elemento centrale è l’abbandono del pregiudizio antropocentrico in quanto modello culturale della società dellacrescita e del dominio. Come conseguenza di ciò la Decrescita, coerentemente intesa, non vede negli ecosistemi un “patrimonio naturale” a disposizione dell’uomo, da ripartire con equità “tra gli esseri attualmente viventi dell’umanità” (Latouche) bensì una “casa comune a tutte le specie viventi” nella quale ogni azione umana è finalizzata alla sua corretta gestione “in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio” (Pallante).
La Decrescita pone inoltre in primo piano gli aspetti immateriali (culturali ed etici) della vita umana, cui tutti gli altri sono finalizzati.
scritto da Filippo Schillaci
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La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Scritto da Maurizio Pallante



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