venerdì 14 dicembre 2012

Mi faccio l'Hennè



Tra i tanti metodi utilizzati nel corso dei secoli dalle donne per prendersi cura della propria chioma e ravvivarne il colore il più famoso e forse il più antico è senz’altro l’henné. Le donne egiziane lo utilizzavano per donare alla pelle, alle unghie e ai capelli un colorito rosso che, richiamando il fuoco, costituiva un raffinato strumento di seduzione. Era inoltre una pianta apprezzata per le sue qualità antisettiche. Essa ancora oggi trova applicazione nelle cerimonie religiose musulmane. L’henné viene infatti utilizzato per decorare le ragazze con disegni rituali e propiziatori, come omaggio dal fidanzato alla futura sposa o come o dono per i nuovi nati. La Lawsonia, insieme a tante altre piante come la Rubia tinctorum, la Reseda luteola, la Dracena draco , il Crocus sativus, l’ Indigofera tintoria, la Juglans regia e molte altre, viene ancora oggi utilizzata per la colorazione delle fibre tessili. Il colore del Lawsonia in particolare diventa più resistente se il filato viene messo a bagno con una soluzione acida prima e dopo la colorazione.
Capita, quando ancora non si ha dimestichezza con il mondo delle tinture naturali, di confondersi riguardo la composizione dell’henné. Al giorno d’oggi infatti vengono impropriamente definite “henné” non solo le polveri derivate dalla Lawsonia inermis ma anche quelle derivate dall’indigofera (henné nero) e dalla cassia (henné neutro). In realtà sarebbe più corretto riferire il termine henné solo alla polvere ottenuta dall’essiccazione e dallo sminuzzamento delle foglie della Lawsonia. Questa pianta è originaria delle regioni calde subtropicali, dell’Africa del nord e centro orientale, dell'Asia minore, dell’Iran e dell’ India occidentale. Essa prende il nome da John Lawson che, nel 1709 la descrisse in modo dettagliato. Inermis è invece riferito al fatto che la pianta non presenta spine. Un sinonimo è il termine “Alba”, dovuto invece ai suoi fiori di color bianco crema, dal delicato profumo. Utilizzando l’henné si otterranno dei riflessi ramati che varieranno a seconda del colore di partenza dei capelli. Mentre su quelli chiari il risultato potrebbe essere un rosso ramato molto intenso, sui capelli scuri si ottiene solitamente un bellissimo riflesso rosso visibile soprattutto alla luce del sole. L’henné però non ha solo il merito di conferire lucidità alla chioma: è infatti anche sebo-normalizzante ed è un ottimo antiforfora. Il suo uso costante rende quindi i capelli più corposi e lucidi.


Come si prepara?

Forniremo ora le informazioni necessarie per preparare l’henné. Si tenga conto che con l’esperienza ed un buon numero di tentativi ogni persona troverà prima o poi il metodo di preparazione che preferisce: è possibile infatti variare gli ingredienti da aggiungere alla composizione, modificare le dosi, creare i propri mix con altre polveri come l’indigofera o il mallo di noce, sperimentare soluzioni diverse e scoprirne di nuove. Non esiste una regola fissa e ognuno è libero di cercare la soluzione migliore per il propri capelli. In ogni caso il modo d’impiego tradizionale è a grandi linee il seguente:

1) Versate la polvere in una terrina (di ceramica andrà benissimo) secondo la lunghezza dei capelli: nel caso di capelli corti o medi 100 grammi dovrebbero bastare, in caso di capelli più lunghi è necessario aumentare la dose di polvere, tenendo anche conto della consistenza del composto e della corposità dei capelli.

2) Versate quindi nella terrina dell’acqua calda. L’acqua può essere sostituita con del tè o –nel caso si voglia rinforzare il rosso- con del karkadè. Aggiungere del liquido a ph acido come aceto, limone, spremuta di mandarino oppure un barattolino di yogurt bianco. Lo yogurt ha il compito di mantenere i capelli idratati ed evitare che appaiano secchi dopo l’applicazione; le sostanze acide servono per fissare il colore, sullo stesso principio per il quale è necessaria una sostanza acida per fissare i coloranti naturali sui filati.

3) Mescolate fino ad ottenere una poltiglia omogenea, possibilmente priva di grumi in modo tale che possa essere facilmente applicata sui capelli con l’uso di un pettine o di un pennello. Nel caso in cui l’odore del composto dovesse risultare poco piacevole è possibile aggiungere qualche goccia di olio essenziale di rosmarino o di lavanda.

4) Si lasci il composto a riposare. I tempi di riposo non sono fissi e variano in considerazione alla temperatura dell’ambiente. Si faccia riferimento allo schema qui riportato.

5) Il colore del composto in questo arco di tempo dovrebbe essere passato da verde scuro a marrone/rossiccio e nel caso in cui vi si immerga un polpastrello esso dovrebbe colorarsi di arancione. Ciò significa che l’henné è finalmente pronto per essere applicato sui capelli.

(tutto questo articolo e' preso dal meraviglioso forum che seguo da un po' di tempo cioe': Capelli di Fata )

qui metto foto delle capellone che mi piacciono di piu', prese qua e la nel web:







L'ultima chioma e' la mia ahahhahahaha

1 commento:

  1. adesso ti stresso un po' con qualche richiesta di dettagli...
    Io ancora gestisco bene i capelli bianchi nel senso che ne ho pochissimi...quasi nulla. ma giù penso al futuro credo imminente che comprenderà la colorazione. (non ho mai cambiato colore ai miei capelli ne fatto tinte).
    Il mio capello è secco e faccio sovente impacchi con l'olio. Da quanto leggo pero' l'hennè magari quello neutro per il momento, potrebbe aiutarmi a dare lucidità ai capelli?
    E mi chiedevo anche...il rosso ed il nero sono molto intensi come colori? cioè se lo tengo meno in posa posso ottenere colori più chiari?...
    grazie mille
    Ste

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