giovedì 23 maggio 2013

Decalogo del WWF



"Mangiare può diventare un gesto ecologico"

10 suggerimenti per un'alimentazione a minore impatto ambientale

  1. acquista prodotti locali
  2. scegli prodotti "di stagione"
  3. riduci i consumi di carne
  4. evita il pesce appartenente a specie sovrasfruttate
  5. privilegia i prodotti biologici
  6. riduci gli sprechi: se lâ´hai acquistato, mangialo
  7. acquista prodotti con pochi imballaggi
  8. riduci il consumi di cibi eccessivamente elaborati
  9. bevi l'acqua del rubinetto
  10. evita gli sprechi anche ai fornelli

introduzione

il riscaldamento globale, la desertificazione e la perdita di biodiversità sono solo alcuni dei cambiamenti che il pianeta sta subendo principalmente a causa delle attività dell'uomo.
tra le tante attività che contribuiscono a questi cambiamenti, grande responsabilità è da attribuire anche a come si produce e consuma il cibo. per tutti gli esseri viventi il cibo è necessario per vivere, ma la qualità, la quantità e la tipologia di questo cibo possono influire molto sullo stato di salute, sia nostro sia dell'ambiente.
nella moderna civiltà altamente tecnologizzata è facile dimenticare come l'economia – e in realtà la nostra stessa esistenza - dipendano interamente dai sistemi naturali e dalle risorse del pianeta. dipendiamo per esempio dal clima per la presenza di ambienti idonei all'agricoltura, dal ciclo idrico per la disponibilità di acqua dolce, dai processi geologici per la formazione di suoli biologicamente produttivi e dagli insetti per l'impollinazione delle piante da frutto, degli ortaggi e delle colture erbacee.
nell'ultimo secolo, la popolazione mondiale è quadruplicata e il consumo globale di risorse è cresciuto al punto in cui, oggi, l'umanità esercita una richiesta sui sistemi naturali che supera la loro capacità di dare risposta a queste esigenze: usiamo le risorse più velocemente di quanto la terra riesca a rigenerale e produciamo molti più rifiuti e scarti, tra cui le emissioni di gas serra, di quanti la terra riesca ad assorbirne. per esempio, ogni anno, l'estrazione di acqua dal sottosuolo eccede il naturale ricarico determinando un impoverimento delle riserve e la concentrazione di gas ad effetto serra nell'atmosfera è oggi quasi il 40 per cento più alta del periodo pre-industriale, con gravi conseguenze sugli habitat e sulle specie.
㈠quanto mai urgente lo sviluppo di buone pratiche di consumo, a livello nazionale e internazionale, che consentano una significativa riduzione degli impatti. questo significa che è necessario scegliere ogni giorno un'alimentazione che sia sostenibile per il nostro pianeta e fonte di benessere per gli individui sempre più affetti da malattie legate a una cattiva o eccessiva alimentazione.

(1) acquista prodotti locali

4 buoni motivi per acquistare "locale":
  • compri prodotti freschi
  • sostieni lâ´economia locale
  • riduci le emissioni di co2 limitando i trasporti
  • privilegi prodotti tipici e varietà nostrane, spesso a rischio di estinzione
lâ´importazione di prodotti agricoli, in italia, produce 13,35 milioni di tonnellate di co2 eq* lâ´anno e rappresenta il 67% delle emissioni dovute ai trasporti. per la loro stessa natura i frutti tropicali (ad esempio banane e ananas) vengono da lontano e per arrivare nei nostri carrelli percorrono enormi distanze in aereo dove, peraltro, vengono mantenuti refrigerati per garantirne il buono stato di conservazione. ciò ha un prezzo, prima di tutto, ambientale a causa delle elevate emissioni di co2 che comporta. ãˆ, infatti, evidente come più lungo sia il viaggio effettuato da un alimento, maggiori siano i suoi consumi di energia e le emissioni di gas serra associate. anche allâ´interno del nostro paese le stime mostrano come il 98% della produzione agricola fresca venga trasportata a distanze superiori a 50 km dal luogo di produzione.
cerca di orientare quanto più possibile le tue scelte verso le varietà di frutta e verdura italiane e prodotte nella tua zona. infatti, il patrimonio genetico delle specie animali e vegetali addomesticate (l'agrobiodiversità) si è notevolmente ridotto negli ultimi decenni, sotto la spinta dell'aumento della produttività e dei profitti. ciò ha comportato la selezione di un numero limitato di varietà di piante da coltivare e di razze animali da allevare tutte caratterizzate da un elevato rendimento. l'agrobiodiversità rischia quindi di impoverirsi a causa delle monocolture e della diffusione degli ogm, perdendo la capacità di adattarsi ai cambiamenti ambientali in atto. in quest'ottica riscoprire colture di nicchia ormai dimenticate, prodotti locali per i quali la distribuzione non si sviluppa su grande scala, rappresenta una scelta importante per la salvaguardia dell'ambiente.

(2) scegli prodotti "di stagione"

se mangiare frutta e verdura è importante, altrettanto importante è mangiarle nel momento giusto. la frutta e la verdura hanno una propria stagionalità. in natura le specie animali si nutrono in maniera diversa a seconda delle stagioni e questo è importante per la conservazione degli ecosistemi. l'uomo, grazie alla tecnologia e alle importazioni, può potenzialmente mangiare in ogni momento dell'anno qualsiasi alimento mentre uno dei principi più importanti di una dieta sana ed equilibrata è proprio la varietà. consumare frutta e verdura di stagione aiuta a rispettare questo principio. inoltre i prodotti di stagione, soprattutto se locali, impiegano poco tempo per arrivare sulle nostre tavole mantenendo così un più elevato contenuto di vitamine e nutrienti rispetto a quelle che, fuori stagione, devono fare molta strada e permanere nei frigoriferi prima di giungere ai banchi del supermercato. associate agli aspetti salutistici ci sono le questioni ecologiche: i prodotti di stagione aiutano l'ambiente perchè in generale determinano minori emissioni di carbonio. la produzione in ecosistemi artificiali o in serre richiede unâ´enorme quantità di energia per il mantenimento delle temperature di coltivazione, energia che viene prodotta in massima parte con lâ´impiego di combustibili fossili. ㈠il caso del pomodoro dove, per la coltivazione in serra, il fattore di emissione è circa 60 volte superiore a quello della coltivazione in campo. in inverno, una buona soluzione per ridurre il consumo di pomodori freschi sta nellâ´usare le conserve e limitare al massimo le insalate, mangiando altre verdure e provando ricette diverse.

(3) riduci i consumi di carne

la produzione mondiale di carne ha raggiunto i 281 milioni di tonnellate nel 2009, con un incremento del 20% dal 2000 a oggi. che le automobili fossero responsabili dei cambiamenti climatici è noto a tutti, ma pochi sanno che l'allevamento genera molti più gas serra dell'intero settore dei trasporti classificandosi tra le maggiori cause di aumento di temperatura media terrestre. certamente qualsiasi alimento che consumiamo, comprese frutta e verdura, implica dei costi ambientali, ma tali costi per la produzione di vegetali sono molto inferiori a quelli della produzione di carne e altri alimenti animali.
questo è particolarmente vero per i ruminanti (bovini in special modo) le cui elevate emissioni, soprattutto di metano, sono determinate da:
  • i processi digestivi dovuti alle caratteristiche intestinali degli animali
  • la gestione del letame
  • la quantità e qualità del mangime somministrato.
guardiamo qualche numero. le diverse preparazioni a base di carne (maiale, pollame e manzo) hanno emissioni molto differenti: 3,2 chilogrammi di anidride carbonica equivalente (kg co2e) per 1 kg di carne di pollo, 4,6 kg co2e per il maiale e ben 68 kg co2e per il filetto di manzo.
queste differenze sono dovute sia ai metabolismi digestivi degli animali sia alla quantità di cibo necessaria a far crescere di 1 kg l'animale: se per far aumentare di 1 kg un vitello servono 13 kg di mangime, per un pollo ne bastano 3. il settore zootecnico ha anche elevati consumi idrici che fanno si che la produzione di 1 kg di carne di manzo richieda oltre 16 mila litri di acqua. lo stesso quantitativo di patate richiede "solo" 900 litri di acqua.
se non vuoi rinunciare alla carne, cerca almeno di ridurre il numero di volte in cui la mangi a settimana e le porzioni, consumando quei prodotti che veramente ti piacciono e di cui non puoi fare e meno e sostituendo il resto con altre fonti proteiche, come per esempio le uova.

(4) evita il pesce appartenente a specie sovrasfruttate

il pescato mondiale ha raggiunto le 145 milioni di tonnellate nel 2009, il quantitativo più elevato da quando l'umanità utilizza i prodotti del mare. la crescita più consistente è dovuta alla produzione da acquacoltura con un incremento che è stato di 50 volte dagli anni cinquanta del secolo scorso ad oggi e si prevede sorpasserà la cattura di pesce in mare in pochi anni. questo perchè abbiamo pescato e stiamo pescando più di quanto le popolazioni ittiche siano in grado di riprodursi.
sulle tavole dei consumatori italiani arriva pesce da tutto il mondo. nessuno si chiede da dove vengano sogliole, scorfani o rane pescatrici. in italia, quasi nessuno mangerebbe una specie terrestre a rischio dâ´estinzione, mentre spesso questo avviene quando si consuma del pesce come il baccalà o il sushi di tonno rosso. mangiamo tonno pinne gialle in scatola proveniente dalle aree subtropicali del pianeta, mentre il tonno rosso del mediterraneo va praticamente tutto venduto in giappone. tonni che ormai migrano più da morti che da vivi. con annesse emissioni di co2, dovute a refrigerazione e trasporti, non indifferenti. sulle nostre tavole arriva anche pesce dâ´allevamento, che rappresenta una buona fonte di produzione di proteine ma, essendo lâ´acquacoltura unâ´attività complessa, presenta delle criticità con talvolta impatti sullâ´ambiente non trascurabili. infatti, le normali attività produttive di acquacoltura comportano una continua immissione (diretta o indiretta) di elevate quantità di nutrienti e di farmaci negli ecosistemi acquatici confinanti. in particolare negli impianti intensivi in mare aperto anche il mangime medicato non consumato contribuisce allâ´immissione di questi composti nellâ´ambiente. 5 buone regole da seguire nel momento in cui compri del pesce:
  1. prediligi il pesce pescato, rispetto a quello di acquacoltura
  2. scegli specie non in pericolo di estinzione.
  3. rispetta la regola della taglia minima di vendita delle specie
  4. dai la precedenza al pescato locale
  5. considera la stagionalità delle specie
per un aiuto nelle scelte la guida del wwf link alla guida "sai che pesci pigliare"

(5) privilegia i prodotti biologici

lâ´agricoltura biologica è un metodo di produzione che non solo consente di disporre di cibi più sani e saporiti ma che comporta anche una serie di benefici ambientali. rispetto ai cambiamenti climatici in atto, è noto come le coltivazioni biologiche siano in grado di migliorare fortemente la capacità dei suoli di assorbire e fissare il carbonio, sottraendo così anidride carbonica dallâ´atmosfera. un campo coltivato con metodo biologico sequestra oltre 5 volte il carbonio di uno coltivato con metodologie convenzionali (basato su monocolture, arature profonde, con lâ´uso di diserbanti, concimi e pesticidi). alle pratiche agricole biologiche sono anche solitamente associati minori consumi di energia dovuti allâ´impiego di tecniche e macchinari meno energivori rispetto a quelli usati nelle coltivazioni convenzionali.
in agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, insetticidi, pesticidi) ma si provvede alla difesa delle colture in via preventiva e con tecniche di coltivazione appropriate che si avvalgano per esempio della rotazione delle culture, appropriata scelta delle varietà per competere con le erbe infestanti e per resistere alle malattie, etc.
l'agricoltura biologica, proibendo l'uso di fertilizzanti chimici e i pesticidi per le piante, antibiotici e ormoni per gli animali, riduce significativamente il rischio di contaminazione dei corsi d'acqua e di bioaccumulo di sostanze tossiche nella rete alimentare. viene inoltre messa in atto una riduzione dellâ´irrigazione intensiva contribuendo a salvaguardare le risorse idriche, dal momento che oggi lâ´agricoltura in italia è responsabile di oltre il 60% dei consumi idrici nazionali.
privilegia varietà locali di piante e razze autoctone di animali (proibendo l'uso di organismi geneticamente modificati), preservando così la diversità genetica delle specie addomesticate, permettendo anche alle specie selvatiche di integrarsi alle pratiche agricole e contribuendo alla conservazione degli habitat e delle specie. nella zootecnia biologica è la forte l'attenzione ad aumentare il benessere degli animali, creando ambienti più adatti alle specie animali con giacigli e stalle adeguate, accesso all'aria aperta, cibo appropriato e divieto di stabulazione fissa.

(6) riduci gli sprechi: se lâ´hai acquistato, mangialo.

i numeri dello spreco in italia sono impressionanti: ogni anno finiscono nella spazzatura 12 miliardi di euro e oltre 20 tonnellate di cibo ancora buono, di cui 250.000 tonnellate di carne. secondo i dati aduc le famiglie italiane gettano il 17% dei prodotti ortofrutticoli e il 35% dei prodotti di derivazione animale (uova, carne, latte e formaggi) per un valore di 560 euro lâ´anno a famiglia. i principale motivo di questo spreco è la disattenzione: si acquistano quantità maggiori del necessario e non si conservano correttamente i prodotti. non solo quindi una grossa perdita di denaro: sprecare inquina e ha un elevato impatto ambientale. la produzione di un alimento, richiede infatti grandi quantità di terra, energia e acqua che vanno perse nel momento in l'alimento viene gettato via. non solo, se consideriamo tutti i passaggi che quell'alimento fa dallâ´azienda alla forchetta, bisogna includere tutte le fasi di produzione, trasformazione, distribuzione, passaggi tutti con elevati impatti ambientali. se il cibo viene gettato nel cassonetto indifferenziato (e non nel cassonetto dellâ´organico) si ha un ulteriore spreco in quanto, non venendo avviato alla produzione di compost, non può essere recuperato come fertilizzante naturale e produce anche un impatto aggiuntivo dovuto all'incenerimento.
in quest'ottica il carrello della spesa virtuale del wwf intende fornire una valutazione dell'impatto degli alimenti usando due indicatori (impronta idrica e di carbonio) rappresentativi del consumo di risorse (acqua) e emissioni di anidride carbonica fornendo un quadro completo degli effetti dei nostri comportamenti e delle nostre scelte.
acquista e prepara solo il cibo che hai la certezza riuscirai a mangiare, se non riesci a finire tutto, conserva gli avanzi in frigorifero e consumali il giorno successivo, sempre previo riscaldamento a temperatura elevata (70-75â°c) per qualche minuto.

(7) acquista prodotti con pochi imballaggi

ciascun italiano produce quasi 532 kg di rifiuti lâ´anno per un costo medio di gestione di 138,22 euro. il 38% di questi rifiuti è costituito da imballaggi. lâ´impatto ambientale dellâ´imballaggio (packaging) in italia è molto elevato, pari a 225 kg co2eq pro-capite lâ´anno, soprattutto per alcuni prodotti e per le bevande alcoliche o analcoliche imbottigliate.
tutto quello che, infatti, acquistiamo (bibite, prodotti per la casa e per lâ´igiene personale, conserve, pane, ecc.) per poter arrivare sullo scaffale del supermercato e poi nelle nostre case ha bisogno di essere impacchettato o confezionato. gli imballaggi però, una volta giunti nelle nostre case e svolta la loro funzione, si trasformano in rifiuti da smaltire. il problema dei rifiuti non si risolve intervenendo a valle, su ciò che deve essere smaltito, è necessario cercare di limitare a monte la quantità di scarti prodotti. come consumatori possiamo scegliere di acquistare merci con meno imballaggi, ricordando che questi rappresentano un costo a carico dellâ´ambiente in cui viviamo. in questâ´ottica diventa quindi importante imparare a preferire i formati più grandi piuttosto che le monodosi per ridurre la produzione di imballaggi per quantità di cibo consumato. un classico esempio è quello di scegliere lo zucchero in formati da 1 kg piuttosto che in bustine tipo bar. inoltre gli imballaggi incidono notevolmente sul costo del prodotto finito, anche a livello del prezzo.
la chiave di volta del futuro, per la drastica riduzione dei rifiuti, passa necessariamente attraverso i prodotti sfusi e alla spina (in cui i consumatori si recano nei punti vendita muniti di un contenitore che poi riempiranno grazie al sistema dei dispenser) che puntano a ridurre rispettivamente i contenitori necessari o a permetterne il riutilizzo. queste metodologie di vendita dovrebbero diventare pratica diffusa per la gran parte dei prodotti (frutta,verdura, detersivi, latte, pasta, acqua minerale e quantâ´altro).

(8) riduci il consumo i cibi eccessivamente elaborati

i piatti pronti hanno fatto registrare, tra tutti gli alimentari, il record di aumento delle quantità acquistate con una crescita del 10% negli ultimi anni. nella categoria dei cibi elaborati, i consumi di verdure pronte sono triplicati negli ultimi 10 anni, arrivando nel 2010 ad essere presenti nel carrello di 1 italiano su 2, soprattutto insalate pronte. nel 2008, il volume del mercato dell'ortofrutta pronta per l'uso, la cosiddetta "quarta gamma", è stato pari a 90 milioni di chili per una spesa di 700 milioni di euro.
questa tipologia di alimenti che include anche sughi, surgelati, caffè in cialde, piatti pronti refrigerati, barrette di cereali, frutta già tagliata in vaschetta e prodotti light ha impatti molto elevati, prioritariamente dovuti alle richieste di energia nelle fasi di produzione e conservazione. basta a tal fine citare la â«catena del freddoâ» per la conservazione degli alimenti surgelati. le emissioni di co2 per la generazione del freddo derivano sia dall'elevato consumo energetico di corrente degli impianti, sia da emissioni dirette, dovute cioè alle perdite di refrigeranti anch'essi capaci di contribuire all'effetto serra.
per valutare l'impatto dei principali alimenti, un indicatore del livello di insostenibilità del sistema alimentare contemporaneo è dato dal rapporto fra lâ´energia consumata per la preparazione di un alimento e lâ´apporto energetico dellâ´alimento stesso. se nel 1910, nelle società pre-industriali, il suddetto rapporto era allâ´incirca unitario (tanta energia veniva spesa tanta ne restituiva lâ´alimento), oggi, in alcuni casi si arriva a superare quota 100, soprattutto se si includono i costi di trasporto, che vuol dire che per produrre un alimento viene utilizzata 100 volte più energia di quanta questo ne fornisca nel momento in cui viene consumato. ㈠evidente dunque l'importanza di essere consapevoli delle conseguenze esplicite ed implicite di natura ecologica, sociale ed economica delle proprie scelte alimentari.
non si deve rinunciare a tutto, ma provare a sostituire qualche snack con un frutto fresco e rimettersi qualche volta in più ai fornelli, per non perdere la conoscenza delle caratteristiche e proprietà dei cibi che si portano a tavola e delle tradizioni culinarie italiane.

(9) bevi l'acqua di rubinetto

l'acqua minerale in bottiglia (di plastica o di vetro) è totalmente insostenibile sotto il profilo ambientale. il ricorso all'acqua in bottiglia potrebbe essere giustificato solo laddove quella del rubinetto non desse risultati soddisfacenti per l'uso alimentare. nella gran parte delle città italiane, invece, la qualità dell'acqua di rubinetto è garantita: è sicura, salubre, limpida, batteriologicamente pura e accettabile al gusto. di contro gli italiani, attirati probabilmente dai messaggi pubblicitari che attribuiscono all'acqua imbottigliata proprietà "terapeutiche" e di dimagrimento, difficili da dimostrare ma d'effetto soprattutto sul prezzo finale, sono i più grandi consumatori d'europa di acqua in bottiglia, con 186 litri a testa avendo a disposizione oltre 250 marche di acque minerali naturali. per rendersi conto dell'entità del problema basti pensare che siamo oltre 60 milioni di persone. spesso inoltre si tratta solo di una questione di gusto: molti non sanno che bisogna solo lasciar riposare l'acqua per qualche ora perchè il sapore diventi più gradevole.
㉠invece un dato di fatto come l'acqua imbottigliata determini un enorme aumento dei cicli di produzione e smaltimento dei contenitori in plastica (solitamente in pet, la bottiglia, e in differente polimero, il tappo), nonchè un inquinamento dovuto alle operazioni di trasporto, principalmente effettuate su gomma. dal punto di vista della sostenibilità ambientale è assolutamente insensato trasportare, per i normali consumi familiari, bottiglie di acqua da una parte all'altra del nostro paese spostandole per migliaia di chilometri così come altrettanto insostenibile appare la mole di rifiuti che ogni anno deve essere gestita, spesso con operazioni di smaltimento fortemente inquinanti.
la migliore acqua da bere non si trova necessariamente in una bottiglia, se vogliamo bere acqua pura dobbiamo porre maggiori sforzi nel proteggere fiumi, laghi e falde idriche e investire affinchè l'acqua arrivi in modo sicuro alle case del consumatore attraverso i rubinetti.

(10) evita gli sprechi anche ai fornelli

oltre a riciclare quello che avanza in cucina, anche l'uso corretto dei fornelli può aiutare a non "bruciare" risorse! quando usi il forno, puoi decidere di mettere a cuocere più teglie insieme, cercando di evitare di aprire in continuazione il forno per verificare cosa stia succedendo alle tue pietanze. puoi, inoltre, spegnere qualche minuto prima dellâ´avvenuta cottura, ultimandola con il calore residuo. unâ´altra potenziale forma di risparmio è legata allâ´uso del coperchio capace di ridurre i tempi di cottura e lâ´energia utilizzata.
occhio alla fiamma: è importante scegliere pentole e fornelli proporzionati tra di loro, infatti solo il calore che raggiunge il fondo della pentola è utile alla cottura…se la fiamma va oltre i bordi spreca energia, oltre a bruciare i manici!
ultimo ma non meno importante, per le cotture lunghe è bene utilizzare la pentola a pressione, capace di dimezzare i tempi e gli sprechi di energia.

5 commenti:

  1. Ottimi consigli sempre validi!

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  2. Grazie per questi utilissimi consigli!

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  3. Ottimo decalogo.
    L'unico punto un po' più difficle è quello sui prodotti biologici acquistati al supermercato, in quanto hanno costi veramente elevati e con i tempi che corrono...
    Per chi ha la possibilità converrebbe avere un proprio orticello, anche sui terrazzi ;)

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  4. Ottimo post con ottimi consigli!

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  5. Tutti ottimi consigli!Da molti anni queste sono le regole che stanno alla base del mio modo di vivere e di consumare,forse a volte sgarro ma mi impegno il più possibile per rispettarle!

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